La Madonnina del Duomo di Milano, simbolo e canzone

La Madonnina, “Madunina”, chiamata affettuosamente così dai milanesi, è posta sulla guglia più alta del Duomo, costituendo uno dei simboli di Milano.

Conosco il signor Giovanni che si bea di vederla dal suo balconcino, piccolo eh, s’intende! Un metro quadrato di piastrelline grigie dallo smog, ma da cui si vede la Madonnina piccola piccola. Qualche altro milanese abiterà anche più vicino al centro, ma è possibile che non veda la punta dorata del Duomo per un gioco di prospettiva a suo sfavore. Il nostro Giovanni è contento di godere di quella vista, soprattutto quando al tramonto si intravede un puntino dorato. Lui non la vede certo nei particolari, ma sa che è lei, la Madonnina: Tuta d’ora e piscinina, come cantava un altro signor Giovanni, il famoso cantautore Giovanni D’Anzi, che scrisse la canzone già nel 1935. Dai racconti dell’autore, sembra che la canzone sia nata da un eccesso di campanilismo, durante una lunga prestazione come pianista in un locale di Milano, il Trianon, in cui le serate passavano a dover accompagnare al piano un gruppo di attori napoletani in un ricchissimo repertorio di canzoni partenopee. Nacque una canzone bonariamente polemica che iniziava con: A disen la cansun la nass a Napuli, e certament g’han minga tutti i tort, …e più avanti.. Canten tucc luntan de Napuli se moer, ma poe vegnen chi a Milan

Niente di diverso da un bonario campanilismo, anche perché, volendo vedere, D’anzi aveva origini pugliesi.

Mi speri che se ufenderà nissun, se parlum un cicin anca de num….

Una statua che brilla nel cielo

E allora parliamo di noi, di Milano e della tanto amata Madonnina. La statua è il punto più alto del Duomo e con i suoi quattro metri fa raggiungere la cattedrale all’altezza di quasi 109 metri. L’interno della statua dell’Assunta, che implora a braccia aperte la benedizione per Milano, è costituito da uno scheletro di acciaio, mentre il corpo è di rame, rivestito d’oro. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne nascosta da strati di tela per evitare che i suoi riflessi potessero essere usati come bersaglio. Purtroppo gli aerei non risparmiarono del tutto il Duomo: il portone centrale subì delle ferite ancora visibili, ma la Madonnina rimase lì, dove era stata posta sin dal 1774.

Lavori infiniti

Questa data non combacia ovviamente con la costruzione della nostra cattedrale, che iniziò ben quattrocento anni prima. La sua storia sembra infinita, così come il compito della “Veneranda Fabbrica del Duomo”, che pare aver sempre qualcosa da ultimare o da riprogettare. Ah, sapete chi ne è il presidente? Dal 2017 è Fedele Confalonieri, dirigente di Mediaset.

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