“Dove inizia la città”: la continuità fra passato e presente, letteratura, cantautorato e rap

Scritto da il Ottobre 30, 2023

“Dove inizia la città”, progetto appena conclusosi, e che ha avuto dal 30 settembre al 15 ottobre come base la Fabbrica del Vapore a Milano, è una di quelle preziose iniziative culturali che fanno emergere la vera anima della city, e ricordano quanto sia potente la musica se oltre alle note si avvale delle parole per raccontare ciò che gli altri non vedono e spingere a riflettere. Questo avevano fatto durante la loro carriera tre note voci milanesi: lo scrittore, drammaturgo e poeta Testori, e i cantautori Gaber e Jannacci. Ed ecco che per celebrare il centenario del primo, e l’anniversario di rispettivamente venti e dieci anni dalla morte dei secondi, è stato scelto di ridar vita ai loro brani in chiave moderna grazie al rap. Il cantautorato ha infatti molto in comune con questo genere musicale più recente, che a sua volta si basa come la poesia su metriche, cadenze, incastri ricercati e talvolta complessi. Col tempo è cambiata solo l’estetica, ma non lo sguardo sincero, critico e di denuncia di cui si sono investiti e continuano a portare avanti questi artisti.

Come ha recentemente fatto il documentario “Nuova scuola genovese”, incentrato sulla realtà della la verace città ligure, musicata prima da De Andrè e ora dalla avanguardistica Drilliguria, “Dove inizia la città” sposta il suo focus sulla metropoli meneghina. Qui dopo il boom economico i cambiamenti sono stati enormi e si è inevitabilmente venuto a creare un divario fra i quartieri del centro e della periferia. L’assunto portante di questo progetto è una questione di prospettiva, ovvero che il punto di osservazione migliore per cogliere il carattere di una città è dall’esterno, ovvero dalle periferie intese sia in senso spaziale che esistenziale. Raccontando la dicotomia fra questi due mondi paralleli, lo scrittore e i due cantautori protagonisti di questo progetto, hanno voluto prima di tutto restituire dignità ai personaggi lasciati sempre al margine. Li ha motivati la speranza di sensibilizzare verso i loro bisogni, problemi e moltissimi sogni che li spingono a tener duro. Il rap, dal canto suo, è parte dell’espressione musicale della cultura hip hop, nata nel Bronx newyorkese proprio per riscattare le etnie discriminate, per dare voce a chi non ne aveva. La democrazia con la penna e al microfono è il motore e la forza prorompente di tutte queste arti che hanno voluto essere finalmente inclusive.

Il progetto in dettaglio

Il progetto è stato molto articolato. Oltre una mostra ha previsto la produzione e registrazione di tre brani ufficiali ottenuti campionando registrazioni di discorsi, performance e strumentali di questi tre cantastorie milanesi. Il vicepresidente di Voci di Periferia Roberto Mastroianni, in arte Mas, ha rielaborato “Libertà” di Gaber facendola diventare “Libero”; la rapper Giulia Pellegrini, in arte Julie, ha preso come spunto la canzone di Jannacci “Silvano” per comporre “Ricordi”; e infine il rapper di Pavia Tusco, dovendosi basare sulle opere di Testori, non poteva che mettere in rima la sua “Testory”. Chiamato ad affrontare la sfida di campionare questi grandi maestri rendendoli “rappabili” è stato il beatmaker di Varese JayBee Vibes, che si è dimostrato più che all’altezza per questo compito. L’EP con questi tre brani uscirà prossimamente sulle piattaforme e verrà sicuramente trasmesso sulle frequenze di Kristall Radio, radio meneghina media partner del progetto.

A completamento dell’opera sono state scattate delle cover foto per ogni canzone che poi sono state affisse come gigantografie nella sala della mostra, a fare da sfondo al palco. Ovviamente sono anche stati girati dei bellissimi video musicali. Queste opere hanno voluto richiamare direttamente foto e video realizzati anni fa da Gaber, Jannacci e Testori, e sono ambientati nei quartieri che loro hanno vissuto e descritto. “Libero” è stato girato emblematicamente in un teatro milanese per alludere al teatro canzone inventato da Gaber; Julie ha indossato i pattini come Jannacci e ha percorso via Dante proprio come nel suo pazzo video di “Silvano”. Il set di “Testory” doveva per forza essere la zona a lui cara del ponte della Ghisolfa. Il tutto a cura del famoso fotoreporter Marco Garofalo, che ha immortalato tutti i maggiori rapper della scena italiana, e del videomaker 18Carati.

Per coinvolgere ancora più artisti del collettivo di Voci di Periferia è stata anche organizzata assieme all’Accademia del Suono una session per soli producer, che si sono incontrati intorno a un lungo tavolo e, l’uno accanto all’altro, hanno svolto un lavoro simile a quello di JayBee Vibes componendo altri beat a partire dai campioni messi a disposizione. Le loro basi sono state poi consegnate tre giorni prima ad altri membri del collettivo che ci hanno riadattato sopra dei loro brani.

Serata conclusiva

La serata conclusiva di domenica 15 ottobre ha offerto una panoramica su tutte le parti del progetto e presentato il risultato finale di tutti gli sforzi fatti. Dopo una parte introduttiva è stato subito dato spazio alla musica e al confronto prima su Gaber, poi su Jannacci e infine su Testori. Flo’w e Andromeda sono partiti riadattando dei loro pezzi su campionamenti da Gaber, poi Mas è salito sul palco assieme al presidente della Fondazione Gaber e della piattaforma Vita per guardare l’anteprima del video del pezzo ufficiale “Libero”. Ai ragazzi sono state fatte anche delle domande riguardo alla loro esperienza e tutti sono stati entusiasti. Per restare in tema hip hop, in uno dei quartieri dove ha vissuto Jannacci, ovvero l’Ortica, gli Ortica Noodles hanno realizzato un enorme murales dedicato alla musica popolare che vede ritratti fra molti volti noti, proprio lui e l’amico Gaber.

Sicksoul, Ricky Menna e Scate hanno poi rappato sui campionamenti di Jannacci a cui è seguita la proiezione del brano di Julie. Molto sentito è stato il discorso di Giorgio Vittadini, caro amico del cantautore, che ha ricordato come lui apprezzasse il rap e come le parole che lo riassumono siano semplicemente tre: “imprevisto”, “vedere”, e “incontro”. Jannacci cantava e faceva cose che non ci si aspettava, e per questo scuoteva gli animi. Metteva a nudo cose che sfuggivano ai più, o per disattenzione o per indifferenza e voleva far entrare in contatto strati sociali che in circostanze normali non si incontrerebbero. Guardando al pubblico presente in sala è riuscito anche a riunire strati generazionali agli antipodi: una vera vittoria.

JimmyJoe e nuovamente Scate si sono poi mossi sui campionamenti di Testori. La voce di quest’ultimo si è fusa molto bene sia con il ritmo che con il rappato, come se in sala ci fosse anche lui a fare le doppie e le sporche: dettaglio notato anche dal presidente di Casa Testori Giuseppe Frangi. Nel video della canzone di Tusco inscenato al ponte della Ghisolfa, vediamo uscire dalle pagine delle opere di Testori Gino il tossico di “In exitu” e “La Gilda del Mac Mahon” che oggi usa Onlyfans per organizzare gli incontri. Casa Testori collabora molto con le scuole e sicuramente il video di Tusco farà arrivare in maniera ancor più diretta ai ragazzi quanto scritto su carta. Per conoscere meglio gli eroi della periferia di questo scrittore vi consigliamo di visitare la mostra “Born in Mac Mahon”, in corso fino a marzo 2024 proprio a Casa Testori, a Novate Milanese.

Infine sono giunte le attesissime performance live dei brani dell’EP, ovviamente con JayBee Vibes in consolle. Gli artisti e il producer si meritano davvero un grandissimo applauso per tutto il lavoro di rielaborazione ed esegesi svolto. In pieno stile hip hop, una volta esauritasi la scaletta, il palco è stato prontamente ceduto ai ragazzi di Voci Periferia che hanno inscenato una jam, il tipico ritrovo in cui un dj mette dei beat e i freestyler disposti in cerchio (il cosiddetto cypher), improvvisano rime.

A quando il prossimo progetto?

In chiusura è stato anche proiettato il video di “Desolato”, un inedito uscito nel 2013 dopo la morte di Jannacci, registrato da lui e J-Ax. Sullo schermo scorrono a portare rispetto e affetto per questo grande della musica quasi tutti i maggiori esponenti della scena italiana, da Marracash, Fabri Fibra, Guè, Emis Killa, Jake la Furia, Fedez, Jovanotti a Caparezza: la tradizione che continua sotto nuove spoglie. Di progetti di questo tipo al giorno d’oggi c’è estremo bisogno. I giovani vanno stimolati a prendere esempio dai grandi artisti, guardando sotto alla superficie e componendo anche brani più “conscious”, ovvero impegnati. E va anche promosso un costante dialogo generazionale che si traduce in maggior comprensione, sinergia e quindi armonia in questa società troppo individualista.


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